Le sezioni del nostro sito

mercoledì 1 aprile 2009

Raccontaci una favola, Franco

Da "Extra" aprile 2009 edizione straordinaria
Raccontaci una favola, Franco

Raccontaci una favola, Franco

di Nicola Rinaudo



Un giovanissimo Franco Auci

T ante, piccole favole, dentro ad un'unica, grande favola: la sua vita. La famiglia, il lavoro, il giornalismo, lo sport, la sua gente, i trapanesi.
Non c'è un primo, un secondo, un terzo Franco Auci; c'è un unico Franco Auci, ancorato saldamente ai suoi principi, alle sue idee, al suo credo. C'è l'immagine di un ragazzino che la mattina, prima  di andare   a scuola, ascolta a volume basso, per non dare fastidio a nessuno, la radio e prende appunti.
C'è la scelta, personalissima, dell'uomo che decide di non sposarsi; che resta accanto, per tutta la vita, alla sua famiglia d'origine, assicurando una presenza forte (protettiva), ma discreta; che assurge, a volte, a figura paterna nei confronti dei suoi nipoti, non prima d'aver puntualizzato, però, d'esserne "soltanto" lo zio; c'è la singolarità di un personaggio che, sempre per scelta personale, non prende la patente di guida, preferendo circolare (molto) a piedi, in autobus e, all'occorrenza in auto, quando i numerosi amici che lo incontrano si offrono volentieri per un passaggio; c'è il signore dalle battute fulminanti che, tanto per cambiare, si fa prelevare sotto casa   dai   suoi amici   per   recarsi al Palagranata (siamo ai tempi della serie A della Pallacanestro Trapani di Vincenzo Garraffa, ndr) e, una volta accomodatosi in auto,   saluta   i suoi   compagni d'avventura più o meno così: "Picciotti, stiornu la viu funciuta".
"L'officina", dunque, resta aperta, nonostante Lui, alle 8.45 dello scorso 27 marzo, sia partito per un lungo viaggio alla volta di mondi inesplorati. La sua officina preferita è pulsante di vita. Si vede, si sente, si respira il Franco Auci in tutte le sue sfaccettature, in tutte le sue manifestazioni. E’ la stanza della memoria, del genio creativo. Il suo angolo di mondo prediletto. Comunque. C'è l'uomo Auci, con tutte le sue certezze, con tutti i suoi dubbi, con tutte le sue gioie, con tutti i suoi dolori. C'è lo storico, pregevolissimo, capace di raccontare con accorata partecipazione, attraverso una dettagliata descrizione di fatti e personaggi, la società trapanese dei tempi andati; in grado di coniugare al presente e al futuro valori etici e morali, stili di vita frettolosamente accantonati. C'è l’anti-personaggio per eccellenza che, paradossalmente, diventa personaggio...per forza. C'è il fine documentarista e l'impareggiabile catalogatore, al limite dell'ossessione maniacale. C'è il giornalista. Anzi, il maestro di giornalismo, non solo per noi. Rigoroso, severo, esigente con se stesso e con gli altri. C'è la penna, la sua penna "arrabbiata", tornata a scorrere, con nostro sommo gaudio, anche su queste pagine, dopo un "esilio" volontario, protrattosi per anni. C'è tutto l'amore per la sua città - oseremmo dire "matto e disperato" - che si tramuta in denuncia puntuale, inflessibile, a tratti impietosa. C'è lo stile di sempre: asciutto, essenziale, pungente, ironico, divertente, semplice. C'è anche il poeta che sublima, inversi, la sua quotidianità. C'è lo sportivo, con il suo capolavoro editoriale: la storia del Trapani. E' la sua piccola - grande eredità lasciata alla città tutta.
C'è, adesso, caro Franco, visto che hai deciso - tuo malgrado - di prenderti un po' di "ferie arretrate", l'esigenza assoluta di non disperdere questo straordinario patrimonio culturale e letterario. Sei un bricconcello, però! Perché te ne sei andato alla chetichella -così come arrivasti in un caldo 20 agosto del 1942 - senza dirci nulla. Senza lasciarci il foglio con le "istruzioni per l'uso".
Ora - come si dice - sono cavoli nostri. Ora, basta! Ora, tocca a noi! Per una vita hai raccontato agli altri. Ora, è giunto il tempo di raccontare Te, agli altri. Soprattutto a quelli che ti hanno snobbato, che non hanno saputo, o voluto cogliere, il tuo ineguagliabile entusiasmo, il tuo trasporto schietto e sincero, verso tutto e tutti.