da "Il Veterano
dello Sport" Gennaio - Febbraio 2013
LA LETTERA
Lettera aperta al Presidente Bertoni
>> NINO COSTANTINO
| Nino Costantino |
Conosci bene la stima e la lealtà incondizionata che
nutro nei tuoi confronti (ed è questo il motivo più importante che mi ha spinto
a scriverti) e conosci bene anche qual’è la mia posizione all’interno della ns
Unione, sempre votata alla mediazione, al paziente rispetto delle regole,
restando sempre al mio posto ed avendo sempre come guida l’onestà intellettuale
che certamente, almeno spero, mi riconoscerai.
Ci sono, è inutile nasconderselo, delle situazioni
di conflittualità che influiscono negativamente sul clima e la coesione
all’interno dell’Unione. Tutto questo va evitato.
E’ compito tuo presidiare adeguatamente i conflitti
che generano situazioni di tensione tra di noi, è compito tuo stimolare la comunicazione
affinché la comprensione reciproca renda più incisivo il nostro operato.
Il conflitto può anche giocare un ruolo fondamentale,
se ben gestito all’interno del gruppo, nel processo di sviluppo del senso di
appartenenza ed è proprio quello che noi tutti dobbiamo raggiungere. Le
performance migliori si ottengono quando all’interno di un gruppo si
determinano livelli medi di conflittualità, mentre al contrario sia l’assenza
totale di conflitti, sia la presenza di un grado elevato, riducono sensibilmente
il livello di attività dei singoli. Nel primo caso si assiste ad una sorta di
assuefazione ad un ambiente poco stimolante dal quale scompaiono sia il
desiderio della partecipazione attiva che, e questa è la peggior iattura, il
senso di appartenenza.
Nel secondo caso ognuno tende ad assumere posizioni
sempre più rigide ed atteggiamenti di salvaguardia personale fino alla
prevaricazione. Dunque i conflitti, se ben gestiti e questo dipende da te,
potrebbero avere una valenza sostanzialmente positiva, a patto che tu riesca a
far sì che essi non ostacolino le relazioni interpersonali e cerchi di
neutralizzare tutti quegli eventi che potrebbero generare delle situazioni di
conflittualità di difficile gestione. E’ compito tuo la valorizzazione dei
ruoli che ognuno di noi svolge all’interno dell’Unione, cercando di gestire al
meglio la conflittualità affinché essa non degeneri, trasformandosi in una
sorta di guerra, più o meno sotterranea, con “la logica del tutti contro tutti”
o peggio ancora della politica delle parrocchie che alla lunga certamente non
paga. E’ necessario che tu sappia cogliere i sintomi del disagio di ognuno di
noi, al loro primo insorgere, invitandoci a ragionare su fatti e dati concreti,
ricercando ed approfondendo le motivazioni che hanno determinato la contingenza
in discussione, cogliendo e sottolineando le disparità ed i diversi punti di
vista, promuovendo un dibattito chiaro, onesto e comprensibile a tutti. Usare
cioè una metodologia più efficace per la soluzione dei problemi attraverso un approccio
mentale in base al quale non è importante stabilire “di chi è la colpa’’ quanto
piuttosto di ricercare il “perché si è originato il problema”, in virtù del
fatto che, spesso, la causa che ha determinato il problema è, nella stragrande
maggioranza dei casi, molto più vasta, intricata e macchinosa di quella che
potrebbe essere fatta risalire alla azione di un singolo individuo.
Se riuscirai a fare tutto questo, caro GianPaolo,
sicuramente instaurerai un clima favorevole al nostro interno, garantendo
quella particolare atmosfera che permea e modella i reciproci comportamenti
dando ad ognuno la possibilità di esporre le proprie convinzioni ed i propri
sentimenti senza alcun tipo di censura o timore di ostracismo e di sarcasmo;
valorizzando le competenze di ognuno (affinché ognuno possa fare quel che gli
compete e non quel che gli spetta), garantendo l’importanza che gli altri
debbono attribuire e riconoscere alla sua presenza in seno al gruppo. Vedi Presidente,nelle
organizzazioni i cambiamenti non si verificano per caso, ma solo e soltanto
attraverso le persone che le costituiscono.
Ed infine è ancora compito tuo garantire l’appoggio
che ciascuno di noi si aspetta non soltanto da parte degli altri Veterani, dai
quali deve ricevere, all’occorrenza, aiuti concreti, leali ed efficaci, ma,
soprattutto da parte tua quella fiducia, motivazione, incoraggiamento,
equanimità e sicurezza che soltanto un grande leader, e tu lo sei, certamente
sa dare. Un abbraccio, Nino.