da "Il Veterano
dello Sport" Novembre – Dicembre 2012
Le
buone ragioni per essere parte dell’Unvs
» Nino
Costantino
Consigliere
Nazionale
| Nino Costantino |
La seconda
di queste buone ragioni è la ragion d’essere, che fa parte del nostro cammino
ed è composta da un insieme di condizionamenti e ritualità che magicamente
legano lo spirito alla massima densità dell’esistenza, nel senso che
l’individuo può e deve decidere sempre e
comunque della propria vita; essa è
alla ricerca di sapere non tanto dove siamo, ma in che direzione stiamo andando
nello sforzo di vedere non quel che c’è e che si vede, ma quel che non c’è e si
dovrà vedere. E la ragion d’essere altro non è che la sostanza, cioè l’essenza
stessa dell’essere, sapendo che il suo ultimo passo è il riconoscere che ci
sono un’infinità di cose che la superano e la sorpassano perché essa in se
stessa possiede la possibilità di sbagliare e la sua fallacia può trovare posto
nella nostra logica e guai a metterci contro la ragione perché vuol dire che la
stessa ragione è contro di noi. Potremmo dire che in certi momenti difficili la
salvezza arrivi dal non fare nulla, ma così, spesso non è, anzi, è piuttosto nelle
avversità che bisogna mantenere la mente serena senza nascondere o tacere le
cose se si vuole veramente dare inizio ad un radicale cambiamento e proprio di
questo credo abbia bisogno
Negli ultimi Consigli Direttivi, quello di Pisa e
di Milano Marittima, parlai della necessità di dare vita ad un prossimo quadriennio
sabbatico e quando mi appello ad un modello sabbatico non intendo un periodo di
svago e di riposo com’è nell’accezione del termine (tutt’altro), quanto
piuttosto ad una sorta di moratoria rispetto al passato, un modo nuovo di
ragionare, alla ricerca di nuove soluzioni che ci consentano di abbandonare le
vecchie logiche, il solito uso aberrante delle risorse umane e non solo, che
evidentemente (è nei fatti) poco ha prodotto e sta producendo per lo sviluppo della
nostra Unione. La necessità di pianificare un nuovo modello comportamentale, un
modello avanzato che sancisca e regoli nuovi rapporti all’interno dell’Unione e
mi riferisco ai compiti nuovi dei delegati regionali e dei presidenti di
sezione rispetto agli organi istituzionali centrali e, soprattutto, tra di loro
con la creazione di nuovi strumenti e nuove modalità normative rivolte al
rafforzamento di sinergie e cooperazione come potrebbe essere, per esempio, l’istituzione
della Giunta Regionale e della Consulta Interregionale finalizzate a dare nuova
linfa creativa agli organi stessi a ciò preposti e nello stesso tempo capaci di
creare nuove opportunità e sinergie con il territorio sul quale insistono
(istituzioni, enti, scuole, assessorati, ecc.), cercando con tutte le forze di
fare quel salto di qualità senza il quale, credetemi, non ci sarà sviluppo che
possa avere un minimo di sostenibilità in termini numerici ed economici (e Dio
solo lo sa quanto ne abbiamo bisogno) né tantomeno dare un futuro alla stessa
Unione.
Dunque quando parlo di rifondazione a questo mi
riferisco ed in primo luogo ad una concezione nuova che veda l’Unvs nella sua
totalità e che “tale totalità sia maggiore della somma delle sue parti”, mentre
invece spesso abbiamo notato e notiamo che non solo non è maggiore, ma non è neanche
uguale quando addirittura non è minore. Bisogna rifuggire dallo sterile
campanilismo, pensando di coltivare il proprio orticello, convinti che la vita
cominci e finisca a Lampedusa, a Reggio Calabria o a Mondovì ed il tutto debba
essere ridotto alla mera conta numerica, regolando e calibrando su questa base
i rapporti di forza (è vero che il numero è potenza, ma sappiamo bene quale è
stata la fine di chi propugnava questa idea); vi richiamo e richiamo per primo
me stesso ai principi fondanti dell’Unvs: Unione Nazionale.
Un cambiamento radicale, dunque, la rifondazione della
stessa Unione, cioè una nuova modulazione, revisione e riposizionamento delle
componenti portanti (Consiglio Direttivo Nazionale, delegati regionali, presidenti
di sezione, Giunte Regionali, Consulte Interregionali, ecc.) che rappresentano
la struttura materiale, economica e di rappresentatività istituzionale
dell’Unvs, che soltanto così potrà interfacciarsi con la sovrastruttura, concetto
tipicamente e squisitamente ideologico (etica, morale, fair play, attività
culturale, ecc.), non staccata dalla struttura, ma, anzi, con essa in continua
osmosi dialettica.
Capisco che la mia analisi è forte e dura (occorre
attirare violentemente l’attenzione sul presente se lo si vuole trasformare), ma
non ha in sé il senso del pessimismo e del disfattismo, tutt’altro! Non è alla
ricerca di colpevoli, non si fonda sulla filosofia del se e del ma (se avessimo
fatto questo o quest’altro avremmo potuto...) quanto piuttosto del
“nonostante”, nonostante tutto siamo qua a parlare, ragionare, a volere
rilanciare l’attività della nostra Unione.
Ho sempre pensato, nella Mia vita, in modo
laterale, convinto che in ogni cosa esistono sempre almeno tre soluzioni: la mia
soluzione (e l’ho espressa), la tua soluzione e “la soluzione migliore” ed è
proprio questa che noi tutti oggi dobbiamo cercare attraverso un forte impegno
fatto di progettualità verso le giovani generazioni (però bando al giovanilismo
tanto di moda), attraverso il coinvolgimento di figure professionali, istituzionali,
delle scuole e di tutta la società civile, individuando al loro interno gli
elementi che meglio rappresentano i valori di etica, lealtà, moralità,
professionalità e concreta operatività e che nello stesso tempo, però, questi
valori siano in grado di trasmetterli, facendo di questa stessa azione la loro
mission all’interno dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport.
È un compito arduo, ma per eventi e momenti
drammatici e di forte connotazione c’è bisogno di uomini capaci, uomini che con
la loro forza d’animo siano in grado di determinare radicali cambiamenti
gestionali, culturali, epocali e generazionali, uomini capaci di sondare sempre
e comunque il sondabile e soltanto quando non sarà più possibile e soltanto allora,
fermarsi e contemplare in pace l’insondabile.
dott. Nino Costantino