da "Il Veterano
dello Sport" Novembre – Dicembre 2012
UNVS OGGI E DOMANI
>> ALBERTO
SCOTTI
| Avv. Alberto Scotti |
Il prossimo quadriennio è dietro l’angolo ed appare
inevitabile ed ineludibile tracciare un bilancio di quello che sta finendo. A
titolo personale posso dire che se da un lato ricordo con piacere i momenti
trascorsi con gli amici del Consiglio Direttivo, dall’altro sono perfettamente
consapevole che il mio apporto alla Associazione è risultato inferiore a quello
che avrei voluto offrire anche se ho l’alibi (parziale) degli impegni assorbenti
di lavoro. Tale limite risulta ancora più evidente se rapportato
all’encomiabile, lodevole e fattivo attivismo del presidente che dedica a tempo
pieno ogni sua energia a favore dell’Unvs. L’interessato si appalesa pertanto
per lo meno ingeneroso nei confronti di se stesso quando il presidente si
rammarica di non aver raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefisso
all’inizio del proprio mandato.
fase storica, tutto il mondo dell’associazionismo, è
opinione condivisa che, inter alia, i punti di debolezza e di criticità dell’Unvs
sono, essenzialmente, costituiti dal ricambio generazionale e dalla scarsezza
di risorse finanziarie utilizzabili. Ma una volta individuate le cause della
nostra mancata crescita, come accennavo, non si è ad oggi riusciti a indicare i
rimedi, ovvero a progettare percorsi virtuosi come ad esempio la ricerca di
persone nel pieno delle energie e con spirito di volontariato orientato al
mondo sportivo. Ricerca che dovrebbe essere agevolata dal patrimonio inestimabile
di valori, comportamenti e di ideali che l’Unvs è in grado di mettere a
disposizione. Il profilo di una adeguata disponibilità di risorse si propone come
il più problematico ed il più insidioso e quello più difficilmente risolvibile,
soprattutto in un periodo di recessione come l’attuale.
Al di fuori di una sorta di autofinanziamento affidato
allo spontaneo supporto di soci sostenitori, senza che ciò significhi sottrarre
mezzi alle sezioni (oltre tutto, realisticamente i costi di funzionamento delle
strutture centrali non sono benevise in periferia), la soluzione più utilmente
percorribile potrebbe essere quella di ottenere dal Coni, una volta rinnovato, che
la distribuzione dei contributi alle associazioni benemerite, come l’Unvs, sia ispirata
a criteri esclusivamente meritocratici. Si potrebbe obiettare che si tratta di
un sogno utopico, ma qualche volta anche i sogni si possono realizzare.
Nel frattempo e nella prospettiva che queste mie
brevi riflessioni, a ruota libera stimolino interventi, suggerimenti e prese di
posizione, un’idea l’ho maturata a proposito di ricambi generazionali
nell’ottica, altresì, di evitare che le successioni nelle strutture gestionali
si risolvano in passaggi traumatici.
Ognuno di noi che, occasionalmente, ricopre cariche
istituzionali dovrebbe fin da subito adoperarsi ed impegnarsi per preparare
adeguatamente chi verrà dopo, nella convinzione che una congrua e tempestiva rotazione
ai vertici direzionali non può che giovare all’Unvs. Si tratta di dimostrare
così regolandosi che si reputa e si valuta il bene dell’Unvs come l’obiettivo
essenziale e principale, magari rinunciando a qualche inconscia ambizione di
visibilità personale ed affermando il principio che si può continuare a servire
l’Unvs anche senza avere incarichi formali (fra l’altro in tal modo, si fornisce
la riprova decisiva ed inconfutabile che quello che ci sta a cuore
effettivamente sono le sorti della nostra Associazione).
Ritorno in chiusura, a riparlare del Presidente per
esprimere il mio intimo convincimento che vorrà continuare le sua preziosa ed
apprezzata opera per traghettare l’Unvs all’approdo che merita senza escludere
che ne ridisegni, parzialmente la mission nel senso di tener conto che il mondo
di domani è destinato ad essere composto in maggioranza da veterani divenuti anziani.
In ogni caso e comunque il presidente potrà contare sul mio sostegno.