Da “IL VETERANO SPORTIVO” Marzo Aprile 1983
UOMINI PRESTIGIOSI
Beniamino Gigli, un grandissimo tenore e veterano
dello sport
Alla fine dell'anno 1982 è ricorso il 25° anniversario della
scomparsa del grande tenore Beniamino Gigli ed i Veterani sportivi romani non
hanno voluto mancare di onorarlo presenziando sia alla messa in suo suffragio
nella Basilica di S. Maria degli Angeli sia alla commemorazione ufficiale
tenutasi al Teatro dell'Opera.
Perché tali presenze dei veterani?
Per i più giovani degli aderenti alla nostra
"Unione" ricordiamo che il grande artista è stato un appassionato,
oltre che della sua arte, anche dello sport; è stato un sincero amico dei
veterani sportivi aderendo all'Associazione fin dagli anni '50. E' lui che con
la sua presenza ha onorato ogni più importante nostra manifestazione ma
soprattutto è quello che in ogni momento ha dato un inestimabile appoggio
materiale e morale.
Basti ricordare una volta per tutte il concerto di
beneficienza il cui ricavato, poco meno di un milione di lire (cifra enorme a
quei tempi per un solo spettacolo , egli destinò alla nostra
"Unione" quale primo fondo per la promozione di una erigenda
"Casa del veterano dello sport"'. Purtroppo, difficoltà insormontabili
sono poi insorte per la realizzazione di quell'iniziativa a cui il suo sensibile
cuore tanto teneva, ma resta il suo gesto munifico a farci ricordare con il più
grande rispetto ed affetto la sua figura di cantante e di artista.
Altri, più qualificati di noi, nel giorno della ricorrenza
del 25° anniversario della scomparsa ed in tante altre occasioni, hanno degnamente
illustrato la inimitabile purezza della sua voce e le sue più famose
interpretazioni che l'hanno fatto definire signore incontrastato del bel canto.
Ma io voglio ricordare in modo particolare il suo grande amore per il popolo e
per la Patria alla quale egli offrì in tempo di guerra i preziosi tesori
accumulati nella sua carriera fino allora. Intendiamoci bene. Ho detto amore
per la Patria e non necessariamente per il regime che di lui si servì come
mezzo propagandistico portatore, come egli era, della più squisita nostra
sensibilità artistica. Per un sospetto di collaborazionismo egli dovette
attendere qualche mese prima del ritorno alle scene che avvenne a Roma in un
indimenticabile pomeriggio al Teatro Argentina ove egli cantò tra il delirio di
una folla strabocchevole oltre 20 delle migliori romanze del suo repertorio
ottenendo uno strepitoso successo Per dire anche del valore polemico del
trionfale rientro debbo dire che, per fortunata coincidenza per tutti gli
amanti del bel canto, nello spettacolo serale dello stesso giorno al Teatro
dell'Opera Giacomo Lauri Volpi offrì una memorabile interpretazione di Tosca.
Comunque il lato più commovente della personalità di Beniamino Gigli è stato
l'amore per il prossimo, soprattutto per gli indigenti che mai a lui si sono
rivolti invano.
Come cantante egli ha voluto essere sempre amato
particolarmente dalla gente. Ricordo a questo proposito che dopo la crisi
economica americana del 1929 egli, ritornato in Patria, fu protagonista di un
memorabile concerto all'"Augusteo".
E poiché migliaia di persone non poterono assistervi egli,
terminato il concerto aderendo alle preghiere della folla che l'acclamava
cantò da un balcone sulla piazza Colonna le più belle romanze del suo
repertorio.
Ed ora per finire cari amici voglio ricordare un curioso
aneddoto pregandovi di scusarmi l'uso di una parola priva di
"armonia".
Nel periodo in cui tutti noi appassionati attendevamo il
ritorno del grande cantante sulle scene del Teatro dell'Opera, un tenore
comprimario si permise di dire che era ora di finirla di parlare di Beniamino
Gigli che era ormai da considerarsi un "trombone sfiatato . Al che
intervenne un mio amico "gigliano per la pelle" prendendolo di petto
e dicendogli: Non ti vergogni di parlare così di Beniamino Gigli? Ti dico
comunque che vale più un suo "peto" che un tuo "do" di
petto.
Immaginate l'ilarità dei presenti!
Gualfredo Persio

