di Carlo
Monti
Non
erano in pochi gli scettici a pensare che l'assemblea di Palermo sarebbe andata
deserta. Sembrava che la scelta, pur operata dagli stessi veterani a Bologna
fosse maturata contro ogni desiderio e che la sola parola "Palermo" incutesse più timore che gioia, più riverenza che rispetto. A suo tempo è
stata quasi necessaria un'indagine conoscitiva per vedere se, a Palermo, i
veterani volessero andarci in molti. E Palermo ha superato a suo tempo,
anche questo inutile e sciocco esame.
Palermo
ha accolto l'assemblea in modo commovente; ma commovente è stata anche la
massiccia partecipazione dei veterani, i quali vi sono accorsi con l'animo più
aperto.
E'
stata l'assemblea, la ventiduesima della nostra storia, una delle più proficue
e una delle meno turbolente. I lavori sono filati via fra corrette
discussioni, dibattiti pertinenti, proposte intese a migliorare tutto quanto
ruota attorno a noi veterani e a offrire sempre per lo sport, comunque sia
visto, sia guardato, ci si operi. In qualche momento la temperatura è salita,
indubbiamente per il troppo amore verso la nostra Unione ; ma
poi, sotto l'abile regia del presidente della sezione palermitana Domenico Bignardelli,
tutto è tornato sui binari della più corretta e ortodossa prassi assembleare.
Anzi, da queste colonne vogliamo pubblicamente ringraziarlo per quanto, con i
suoi collaboratori e con il consigliere nazionale Eugenio Oliveri, ha saputo
preparare, organizzare, signorilmente operare.
Si
temeva l'assenza, abbiamo detto, di molti veterani e di molte sezioni, specialmente
di quelle più al nord d'Italia. Ebbene, proprio da Bolzano sono arrivati in molti,
capitanati dal loro presidente Bruno Stenico, che da queste parti,
quarant'anni fa, aveva guadagnato quale aviatore, per atti di valore, una medaglia
d'.argento al valor militare.
I
veterani sono giunti da tutta Italia, proprio a conferma che la nostra Unione è
ormai estesa a tutta la penisola e non conosce distanze. A Palermo l'UNVS ha
offerto, attraverso i suoi dirigenti e attraverso i suoi affiliati, un esempio
di coesione, di unione, che ci fa altamente onore.
Di
fronte alle divisioni in ogni settore della vita italiana, di fronte ai molti
"distinguo" che ogni giorno sorgono, il nostro esempio di legame
indissolubile che abbiamo mostrato ci deve rendere orgogliosi, come per una
conquista meravigliosa, alla cui realizzazione tutti abbiamo dato un poco di
noi; ma dobbiamo continuare a darlo, perché la nostra As sociazione -
pur tra mille difficoltà - sia sempre il simbolo più alto della nostra volontà
di operare per lo sport, che amiamo ora, come l'abbiamo sempre amato.
Palermo
è stata una tappa memorabile di questa nostra volontà; l'anno prossimo ci
ritroveremo a Courmayeur, grazie all'impegno delle sezioni piemontesi. A loro
vada l'augurio di buon lavoro e di una splendida riuscita.
Carlo
Monti