| Pietro Paolo Risuglia |
Credo che la nostra forza sia da ricondurre nella presa di coscienza del nostro essere VETERANI, nel voler essere esempio di correttezza nello sport, nella società e nell’Associazione, nel tradurre con coerenza i nostri principi nel servizio concreto, nel lavorare per gli altri e con gli altri “insieme”, caratterizzandoci per lo spirito di squadra.
Sono indicazioni ben delineate nella nostra etica, punti di forza caratterizzanti della nostra associazione, di una semplicità apparentemente disarmante, ma che implicano una rivoluzione del nostro modo di essere, di fare e di concepire noi stessi ed il contesto, tanto che nella realtà l’accettazione e l’applicazione non sono immediate e non sono facili.
Tuttavia è necessario avviarci a percorrere questa strada con la coscienza e la certezza che sia l’unica praticabile per dare senso compiuto alla nostra appartenenza ai VETERANI ed onorarla.
L’onestà mentale deve essere guida del nostro vissuto e delle nostre azioni.
Nelle riunioni interregionali di Taormina, di Falerna e di Policoro esposi i miei punti di vista ed il mio pensiero sull’Associazionismo in generale.
Da allora ho avuto modo di approfondire le mie conoscenze, di confrontare i vostri punti di vista con i miei, di apprendere e toccare con mano la ricchezza e la varietà delle attività che realizziamo, nelle Sezioni e tra le Sezioni,
In questo intenso ed impegnativo periodo ho avuto modo di conoscere soci ed Autorità UNVS, di confrontarmi con le diverse realtà degli altri Delegati Regionali, di condividere con loro gli aspetti che ci uniscono e fanno dell’UNVS un laboratorio di idee e di azione che tutto il mondo dell’Associazionismo guarda con interesse e con un pizzico di invidia.
Questo percorso ha rafforzato il mio entusiasmo e la mia determinazione, mi ha permesso di mettere ancor meglio a fuoco gli obiettivi e sarà sicuramente una solida base sulla quale costruire l’attività del prossimo anno UNVS.
Ritengo importante la formazione, intesa come preparazione ai ruoli che di volta in volta abbiamo modo di svolgere, come base per la condivisione di obiettivi e delle modalità per raggiungerli.
Prendendo spunto dal Programma del Presidente BERTONI, abbiamo avuto occasioni e stimoli per verificare insieme come noi VETERANI ci poniamo nei confronti dei problemi di una società civile in profonda e rapida evoluzione, di come noi VETERANI pensiamo di realizzare gli Scopi dell’Associazione su temi “difficili” ed impegnativi; temi che “devono” vederci parte attiva e propositiva della società di cui noi, come cittadini e come Associazione ne facciamo parte.
Vi è la necessità di una sempre maggiore partecipazione “civile” per poter contribuire a migliorare la società in cui viviamo, consapevoli che lo Sport non è fine a se stesso, ma può essere spettacolo, cultura e cosa più importante solidarietà verso chi ne ha bisogno.
Ritengo che l’UNVS debba essere protagonista; dall’UNVS devono partire le iniziative; sono le Sezioni che realizzano le iniziative. Ed all’interno delle Sezioni tutti i Soci devono essere coinvolti e motivati.
Il veterano, quindi, che si pone come sprone ai giovani che si dedicano o si avvicinano allo sport; come esempio, guida e promotore di iniziative agonistiche, tecniche, culturali e ricreative che mette al servizio degli altri la passione e la propria competenza.
In questo contesto l’Unione Nazionale Veterani dello Sport ha la consapevolezza di dovere assumere e di sapere interpretare ed onorare il ruolo che le compete di attenzione solidale verso le collettività, di partecipazione attiva ai problemi sociali, di cooperazione con tutti i portatori di interesse alla tutela del bene generale, che deve realizzarsi con i fatti, con attività che siano portate tra la gente.
Non Ci può essere UNVS se non si conoscono i problemi del territorio.
Possiamo e dobbiamo formulare le nostre proposte con la competenza fornita dalle professionalità che abbiamo all’interno, e seguirne con attenzione l’accoglimento da parte degli organi deputati istituzionalmente alle decisioni operative.
Dobbiamo stimolare una politica propositiva, senza fare politica, che faccia programmazione seria per gli interessi generali della comunità e del territorio.
Il presidente BERTONI nel parlare dei principi fondamentali della nostra organizzazione, suggerì un copione che focalizzava l’attenzione verso l’etica nello sport (Fair Play, onestà, rispetto dell’avversario) e verso il sociale (solidarietà), nella consapevolezza che viviamo in un mondo in cui sono sempre più evidenti, violenza, aggressività, prevaricazione, mancanza di rispetto, ricerca del successo ad ogni costo, anche adoperando sostanze proibite e dannose, a rischio della propria salute e talvolta della vita.
Copione che doveva essere interpretato da noi soci insieme, ognuno nel proprio ruolo e con le proprie competenze, con la propria creatività, e sempre con passione e motivazione, proponendo i valori veri dello sport, quello genuino che sa insegnare e veicolare.
Il servizio è l’essenza dei VETERANI; noi siamo i protagonisti della sua realizzazione, e quindi dipende da ognuno di noi la ragione di essere e il credito nostro e della nostra associazione.
Attraverso il servizio noi possiamo e dobbiamo contribuire alla costruzione di un domani migliore, cambiare la vita ai meno fortunati, lasciare un segno nella vita delle persone; a questo possiamo ambire solo se ci spendiamo in prima persona.
Il nostro essere VETERANI assume valenza nella misura in cui determiniamo impatti positivi sulla vita di qualcuno.
L’essere VETERANI va vissuto e reso operativo da noi tutti insieme, e per questo dobbiamo impegnare le nostre energie; aspirare ad essere i migliori nella realizzazione delle nostre finalità ed essere riconosciuti interlocutori privilegiati delle componenti sociali e delle istituzioni.
Naturalmente la mission non è semplice e non può essere nemmeno vissuta come un sacrificio, deve essere una scelta volontaria, una scelta di vita; farlo deve essere un piacere; in ogni caso è il modo più appropriato per avvicinarsi agli altri.
Per farlo bene, per essere i migliori, dobbiamo però operare con i giusti criteri.
È essenziale mettere in campo il nostro cuore, la passione di stare e di lavorare insieme, ma dobbiamo al contempo impiegare le nostre esperienze, le competenze, le professionalità, la cultura, per poter eccellere ed ottenere risultati adeguati; diversamente andremo probabilmente incontro a delusioni.
Abbiamo la vocazione per volare in alto, ma, anche se può sembrare un controsenso in termini, dobbiamo restare con i piedi ben piantati per terra.
Noi dobbiamo dare immagine e sostanza di unità per contrapporre alla carenza di percezione e di coscienza dei valori nella attuale società, la forza dei nostri ideali accettati universalmente.
Non possiamo essere legittimati a sostenere di essere uno spaccato della società come alibi per giustificare i nostri comportamenti negativi all’interno dell’associazione; dobbiamo piuttosto valorizzare ciò che ci unisce, perché non ci può essere nella realtà un solo motivo di disgregazione tra persone che credono negli stessi ideali, osservano le stesse regole, perseguono i medesimi scopi, e che per questo fanno associazione.
E questo non può, né deve essere confinato soltanto alle parole, con discorsi tanto belli quanto svuotati di significato reale e recitati per mera consuetudine con affascinante dialettica, ma essere palesato con la nostra vita, con le nostre opere.
Io confido che quest’anno, se agiremo insieme con coerenza e con fatti estremamente concreti, ognuno per la propria parte, col proprio ruolo, impegnando tutti il meglio di noi stessi, facendo squadra, riusciremo a realizzare parecchie cose buone.
I Delegati Regionali e le autorità territoriali UNVS dovranno essere accanto alle Sezioni quali supporto di esperienza a disposizione delle Stesse.
Per poter offrire tale supporto le autorità UNVS devono avere la continuità che permetta di non disperdere il patrimonio di esperienze acquisite. Tutte le attività di rilevo che le Sezioni svilupperanno, devono trovare nei delegati regionali risorse di coordinamento. In questa ottica si potrà dare migliore continuità alle attività ed ai progetti delle Sezioni.
Tutto ciò costituirà strumento formidabile per accrescere la presenza dei Veterani sul territorio; le iniziative proprie delle Sezioni dovranno essere sempre più rivolte alla comunità locale; dobbiamo fare in modo che i rapporti con le istituzioni abbiano una continuità che ci renda partner affidabili.
Strumenti efficaci di comunicazione interna sono la Rivista, internet, la posta ordinaria e la posta elettronica che, pur senza essere invadenti, devono consentire a tutti i Soci di essere costantemente informati, aggiornati, partecipi delle attività.
Ma deve anche esserci un momento di dibattito e di approfondimento di temi UNVS, che deve trovar spazio anche nelle assemblee, per poter poi sviluppare programmi e progetti insieme.
In sintesi ritengo che non si potrà avere crescita UNVS:
senza che le Sezioni siano protagoniste della vita associativa, con MISSION di alta valenza sportiva e sociale, con attenzione alle nuove realtà ed alle nuove esigenze del proprio territorio.
senza che le Sezioni condividano fra loro obiettivi e risorse per realizzare MISSION di maggiore efficacia, prolungandoli per tutto il tempo necessario alla loro conclusione ed alla loro verifica.
senza che i Delegati Regionali siano a fianco delle Sezioni per coordinarli, aiutarli nei progetti e a condividerli.
Senza che i Soci siano coinvolti pienamente nella vita delle Sezioni e dell’Associazione, trovando le molte risposte alla domanda “Perché ho accettato di diventare Veterano?”;
Ed il Presidente BERTONI Socio per eccellenza fra i Soci Unvs, sia per tutti staffetta ideale nel percorso da fare insieme.
Lo Statuto ed il regolamento, il codice etico, gli scopi dell’UNVS sono punti di riferimento che si traducono in una sola frase “RISPETTO DELLE REGOLE”, unico modo per consentire uno sviluppo corretto, equilibrato e durevole.
Sono convinto che i Veterani hanno grandi motivazioni e desiderio di operare seriamente con rispetto e spirito collaborativo. Ed allora non permettiamo a nessuno di rovinare tutto ciò, di minare il nostro entusiasmo: accettiamo, anzi sollecitiamo la critica costruttiva, ma dobbiamo essere intransigenti nel respingere chi si esprime unicamente con azioni distruttive e con comportamenti non consoni.
In un contesto come quello delineato, non può non emergere una domanda semplice: è ancora possibile reintrodurre e praticare nel “mondo vitale dello sport” l’appello alla coscienza?
In altre parole, è oggettivamente pensabile ridare allo sport una valenza etica, cioè “un volto e un’anima”, oppure questa intenzione si rivela essere solo una bella ma ingenua ipotesi di lavoro?
Rispondo di sì, a patto che si tenga in considerazione che appellandoci alla coscienza significa richiamare due orizzonti di senso imprescindibili, quello della persona e quello della società.
Questo ritengo debba essere il nostro impegno che se condiviso potrà consentire di realizzare insieme con coerenza ed entusiasmo gli Scopi della nostra Associazione.
Da ultimo consentitemi una raccomandazione alle Sezioni originata forse da deformazione professionale, ma che sarebbe imprudente e pericoloso sottovalutare: attenzione alle incombenze di carattere tributario.
Il modello EAS ha rappresentato il primo serio tentativo del Fisco di verificare la posizione dei cosiddetti Enti non commerciali; alcune verifiche sono già partite, non facciamoci trovare impreparati.
Concludo dicendo che non sarà certamente facile realizzare tutti gli obiettivi e le speranze oggi espresse ma vi invito a leggere e riflettere sul messaggio di Madre Teresa:
“DANDO IL MEGLIO DI NOI STESSI POTREMO CONTRIBUIRE AD UN MONDO MIGLIORE CON LE SUE DIVERSE CULTURE, RAZZE, RELIGIONI ED AMBIENTI, CHE DOBBIAMO RISPETTARE E PRESERVARE NELLA LORO ORIGINALITÀ.”
Da cittadino dico grazie a tutti i Veterani per quello che fate e per quello che pensate di fare.