Da Lo Schermo Newsletter
L'atleta paralimpico Stefano Gori ai
detenuti di Lucca:
"Anch’io, come voi, ho toccato il fondo"
24-01-2013
/ Volontariato / La redazione
![]() |
| Stefano Gori durante la sua visita al carcere di Lucca |
LUCCA,
24 gennaio - Nei giorni scorsi l’atleta paralimpico Stefano Gori ha incontrato
la popolazione detenuta all’interno della casa circondariale San Giorgio di
Lucca. All'appuntamento, cui ha partecipato una nutrita rappresentanza di
detenuti, c'erano anche il direttore Francesco Ruello, il comandante Rosa
Ciraci, il personale della polizia penitenziaria e dell’area educativa.
Stefano Gori ha sottolineato "l’importanza
della voglia di riscatto", paragonando la sua vicenda umana e sportiva -
con la perdita completa della vista e la conseguente rinuncia a una promettente
carriera sportiva - a quella delle persone che lo stavano ascoltando.
"Anch’io,
come voi, anche se per ragioni e attraverso strade differenti, ho toccato il
fondo", ha detto. "Ho vissuto momenti, anni di angoscia e di
sofferenza. Ma sono stato in grado, ed è questa una possibilità che è concessa
ad ognuno di noi, di riscattarmi da questo destino trovando un nuovo senso alla
mia esperienza di uomo e di atleta".
Sull’importanza
delle regole e del loro rispetto, Gori ha detto che "il fatto che io mi
trovi in una situazione di svantaggio non deve farmi credere che allora si
possa chiudere un occhio su un’eventuale infrazione di corsia sui cento metri
piani o su un nullo nel salto in lungo, non sarebbe giusto". Così come,
quando qualcuno glielo ha chiesto, ha anche raccontato della presenza del
doping anche in ambito paralimpico. "Quindi - ha concluso Stefano - ricordatevi
che tutti abbiamo il dovere di rispettare le regole dello sport piuttosto che
del vivere civile".
L’incontro
si è poi concluso con la visione di un breve documentario ricco di spezzoni di
gare e di interviste dell’atleta, che al termine dell’incontro ha voluto far
dono del suo ultimo libro.
