da "Il Veterano
Sportivo" Novembre - Dicembre 1974
NEL PRIMO CENTENARIO
DELLA NASCITA
Luigi
Barzini ricordato a Orvieto
dai Veterani Sportivi
Patrocinio del Ministero della P.I., del CONI, del Comune di
Milano, della Comunità Europea dei Giornalisti e della Fondazione
Euro-Africana. Una interessantissima mostra retrospettiva.
La manifestazione sarà
ripetuta a Milano.
Orvieto ha ricordato, un po' alla sua maniera, il suo grande
figlio Luigi Barzini, il primo «inviato speciale» del giornalismo italiano, il
cronista fedele e veritiero, in un secolo di rinnovamento di guerre, di
rivolte, di indagini, di terremoti, di tanti avvenimenti di cui l'orvietano è
stato non soltanto spettatore di primo piano, ma anche in alcuni protagonista
nei resoconti per i lettori del «Corriere della Sera» e del «Daily Telegraph»,
per dire soltanto quelli che lo mandavano, da un capo all'altro del mondo, perché raccontasse storie vere, vissute, reali.
Vi hanno aderito molte autorità, molte delle quali hanno
dato il loro patrocinio, molte altre si sono fatte rappresentare, ma vi erano
tanti giornalisti molti dei quali colleghi, amici, estimatori, compagni di
redazione, compagni in vari servizi di inviati speciali ed il mondo della
cultura era largamente rappresentato unitamente a tanta gente, tanti orvietani
che lo hanno conosciuto, che gli sono stati amici di sempre, nella buona e
nella cattiva sorte, tanti che ricordano aneddoti inediti, ricordi sempre vivi
nonostante il tempo trascorso, da quando egli partì nel 1898, per andare a Roma
in cerca di lavoro e trovandolo nella redazione del «Fanfulla», che aveva la
sua redazione proprio nello stesso fabbricato, nello stesso piano, con le porte
l'una di fronte all'altra con quella del «Corriere della Sera», per fare il «pupazzettista»
e scrivere qualche resoconto di cronaca mondana e poi anche cronista
parlamentare, dell'Italia di allora, del suo tempo.
Lo ha commemorato un orvietano: il senatore Remolo Tiberi
che lo ha ricordato non soltanto come grande giornalista e scrittore,
novelliere e commediografo, ma soprattutto come uomo e come orvietano, forse in
ciò sconosciuto ai più, semplice e modesto, timido, lui, giornalista di fama
internazionale.
Ma i grandi ed illustri uomini appartengono alla cultura,
alla storia, al mondo e la faziosità e la meschinità di alcuni o la
dimenticanza di altri non intaccano minimamente chi, come Luigi Barzini, ha
dato tanto senza mal nulla chiedere, anzi rifiutando onori e gloria.
Sapeva di essere un ricercato giornalista ma non se ne rese
mai conto di questa tanta fama né tantomeno la sfruttò ai fini degli stipendi e
degli emolumenti. Barzini viveva agiatamente non era ricco e lo poteva ben essere con tutti i suoi scritti, i suoi sacrifici, i tanti libri pubblicati, mentre il
«suo» giornale gli imponeva un tenore di vita quasi principesco, per tenere
alto quel nome, che poi lo stesso Albertini, perché non condivideva le sue
idee rinunciatarie, lui, Barzini, era invece un liberale conservatore, lo
licenziò quasi su due piedi. Va negli Stati Uniti e fonda il «Corriere degli
Italiani» — aveva sempre il «Corriere» nel cuore — e quando ritorna crede di
avere il posto di direttore al «suo» Corriere ma politicamente fu estraniato.
E va a Napoli a dirigere «Il Mattino» che egli trasforma in un giornale moderno
d'informazione.
Il senatore Tiberi ha fatto una rievocazione umana in cui
Barzini è balzato fuori con tutta la sua umanità nel timore sempre di non
essere all'altezza di questo o di quel servizio, nel timore di non riuscire a
soddisfare il lettore per tutto quello che il lettore desiderava da lui...
«Fu un antico italiano — ha detto il senatore Tiberi — che
dava del tu alla fortuna e alla sfortuna».
Questa celebrazione, la cui iniziativa è stata di Giuseppe
Simoncini, sotto l'egida della nostra Unione, di cui la Sezione di Orvieto è
stata la perfetta esecutrice, esprimendo uno sforzo organizzativo non
indifferente e sobbarcandosi questo non facile compito, ha trovato nel
Ministero della P.I. appoggio e solidarietà, nel C.O.N.I. in quanto Barzini è
stato uno dei protagonisti del fantastico raid Pechino-Parigi, l'inviato
speciale del «Corriere» e del «Daily Telegraph» londinese, della Comunità
Europea dei Giornalisti, della Fondazione Euro-Africana ,
ma soprattutto ha trovato nel Comune di Milano l'incentivo della metropoli lombarda,
città adottiva di Luigi Barzini, dove visse circa 50 anni, vi prese moglie, vi
ebbe i suoi figli e vi chiuse la sua vita terrena nel 1947.
Il valore della manifestazione è stato accalorato
dall'adesione, fra gli altri del Presidente Leone, dei ministri Andreotti,
Bisaglia, Ripamonti, Malfatti, Togni, Preti, del sottosegretario Sarti, del
Presidente della Giunta Regionale Umbra, dell'Automobile Club, del Touring Club
Italiano, di molti ambasciatori tra cui quello degli Stati Uniti d'America,
John Volpe, e tanti e tanti altri, per terminare con il Sindaco di Milano,
Aniasi, dell'assessore all'Educazione e Sport dell'Amministrazione Provinciale, Brondoni, Agnelli e la Fiat, che ha messo a disposizione il suo
Centro Storico e che ha collaborato per l'allestimento della Mostra
retrospettiva, ed altri ancora. Molti i giornalisti, Lilli, Della Riccia,
Gengo, Lattuada, Bettiza, Bartoli, Licata, d'Andrea, Sarti, Monelli, Focarile,
Rodino, Donatelli, Macchiavelli, Chiocci, Ceccherini, Brunori, Giustiniani,
Lupinacci, Beltrami, Fagnoni, Giannini, e tanti e tanti altri ancora tanto da
poter dire quasi un raduno di giornalisti, RAI-TV, ecc., ecc.
Il Presidente della C.E.I. ha consegnato la tessera di
socio onorario a Luigi Barzini junior, mentre il Vice Presidente della stessa,
on. Guglielmi, gli consegnò una medaglia d'oro alla memoria del padre.
Il Circolo «La Manovella» di Roma, che ha partecipato con
una «Gimkana» con automobili antiche, ha consegnato a Simoncini, Donateli! e a
Vallecchi artistiche targhe, mentre i «veterani sportivi » di Orvieto hanno dato
una particolare targa al nostro Mario Donatelli, per il formidabile lavoro
organizzativo svolto. Il nostro Presidente Mangiarotti, che è intervenuto portando il saluto dell'U.N.V.S., del C.O.N.I. e delle Medaglie d'Oro al valore
atletico, ha avuto parole di vivo elogio per Giuseppe Simoncini e per Mario
Donatelli, artefici della manifestazione.
Non si può chiudere senza accennare alla sfilata delle
macchine dell'epoca del Circolo «La Manovella» di Roma con i suoi autentici
pezzi-gioiello.
Erano presenti tutti i Barzini viventi con alla testa Luigi
Barzini junior; era persino venuta dalla Spagna la figlia pittrice Emma
Barzini, che fece, nel 1935, un magnifico ritratto ad olio del padre.
L'annullo postale e la cartolina, appositamente stampata,
hanno destato la più grande attenzione da parte dei filatelici e del mondo
culturale e giornalistico.
Mado
