da "Il Veterano Sportivo" Marzo-Aprile 1983
SECONDA PARTE
Il capoluogo siciliano ospiterà dal 28 al 30
maggio all'Hotel Zagarella i veterani dello sport.
Ecco la seconda parte della storia di Palermo
con i suoi costumi, i suoi preziosi monumenti, le sue arti e i suoi artisti,
descritti dal consigliere nazionale Oliveri
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| Veduta del porto e di Monte Pellegrino |
Ciononostante in Palermo, specie durante il regno di
Federico, accorto ed esperto legislatore, che volle dare alla città l'antico
splendore, si ebbe un risveglio nella cultura. Fu affrontato per la prima
volta il problema della scuola. Si diffuse l'insegnamento del diritto,
dell'ingegneria, delle matematiche, della medicina e delle arti liberali. Assai
attivo ritornò il commercio nelle varie loggie dei Genovesi, Pisani,
Amalfitani, Catalani, Veneziani ed Aragonesi. Nel 1412 il dominio passò ai Re
spagnoli di Castiglia, fra i quali Alfonso detto il Magnanimo e Ferdinando il
Cattolico.
Con questi regni si inizia l'epoca del governo dei viceré.
I sovrani risiedevano a Madrid. L'amministrazione della
Sicilia era affidata ai viceré che risiedevano in Palermo, che continuò ad
avere il primato sulle altre città isolane.
La situazione del popolo divenne desolante. Mentre i
privilegi baronali aumentavano, ai cittadini per converso venivano imposti
maggiori tributi e privazioni.
Nel 1487 fu introdotto il nefando Tribunale dell'Inquisizione, il Sant'Uffizio.
Nel 1516 moriva l'ultimo dei re castigliani, Ferdinando II,
e raccoglieva l'eredità della Sicilia Carlo V d'Austria, imperatore, il cui
ingresso in Palermo ebbe del favoloso.
Si susseguirono nel trono di Sicilia Filippo I, Filippo II,
Filippo III, Filippo IV, Carlo II.
Fu questo un governo tirannico, che provocò congiure, moti,
rivolte, soffocate col rogo e con la forca.
Nel 1713 la Sicilia fu ceduta a Vittorio Amedeo II, duca di
Savoia, che"'fu incoronato Re di Sicilia nel Duomo.,di Palermo Dopo un
breve regno, in forza della Convenzione dell'Aia del 1720, intervenuta tra
Francia, Inghilterra e Olanda, al Savoia fu assegnata la Sardegna, mentre la
Sicilia, dopo l'interregno dell'Imperatore d'Austria Carlo IV, mal tollerato ed
odiato dal popolo, passò sotto il dominio di Carlo III, figlio di Filippo V.
Alla morte in Spagna di Ferdinando VI, a Carlo III spettò
anche il reame di Napoli, ed il suo successore Ferdinando IV, costituendo i
Regni di Napoli e di Sicilia un'unica corona, abbandonò i titoli di Ferdinando
IV di Napoli e III di Sicilia, per assumere quello di Ferdinando I re delle
Due Sicilie Palermo rimase sempre capitale del regno.
Il dominio borbonico, che terminò con Francesco II nel 1860,
pur turbato da moti, sommosse, rivoluzioni, reazioni, processi, condanne -
sebbene la città fosse affidata alla guida di viceré, capitani generali,
luogotenenti dei re che abitualmente risiedevano a Napoli, tranne brevi
periodi che eventi bellici li inducevano a cercare rifugio a Palermo -produsse tuttavia un certo progresso, cui
contribuirono con il loro interessamento i nobili palermitani, che numerosi
occuparono importanti cariche pubbliche.
Venne abolito il Tribunale dell'Inquisizione Si ebbero la
statizzazione delle poste e l'illuminazione delle vie a gas. Furono creati e
curati l'università, la pubblica civica biblioteca, l'orto botanico
l'osservatorio astronomico e tante altre pubbliche istituzioni della cultura,
dell'industria e del commercio.
Fu promulgato il "Codice per il Regno delle Due Sicilie".
Vennero costruite ville e palazzi meravigliosi alcuni,
tuttora esistenti, stanno ad attestare il lusso del tempo. In essi il barocco
siciliano, per la sua ricchezza e grandiosità, veniva espresso all'esterno
delle costruzioni, nelle magnifiche sale e nel mobilio interno delle dimore
signorili.
Il lusso e lo sfarzo dell'epoca si manifestava più
chiaramente nelle grandi feste pubbliche e nei balli che avevano luogo nei
sontuosi palazzi quando la Corte veniva a Palermo.
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| Palazzo della Ragione e statua di Filippo V |
Con la cacciata dei Borboni Palermo perdeva il primato come
capitale di un regno e diveniva capoluogo di una provincia del Regno d'Italia,
diretta da un prefetto quale rappresentante del governo. Mantenne, però, la
Corte di Cassazione il Comando del Corpo d'Armata, il Provveditorato alla Opere
Pubbliche, il Provveditorato agli Studi, altri vari uffici e magistrature, che
denotano il suo primato giurisdizionale di fronte alle altre grandi città
dell'Isola.
Furono istituiti la carica di Sindaco, capo dell'amministrazione
comunale, al posto dell'ufficio del Pretore, la Giunta Comunale ed
il Consiglio Comunale.
Organi che pensarono subito alla sistemazione urbanistica
della città, che venne divisa amministrativamente in sei mandamenti. Furono
riattivate le strade esistenti, se ne aprirono di nuove e larghe, anche al di
fuori della cinta cittadina Sorsero nuovi giardini pubblici; si abbellirono
ed ombrarono con alberi e palme alcune piazze. Si videro per le strade circolare
le tranvie a cavalli.
Furono costruiti due
grandi teatri: "Politeama
Garibaldi" (1873) su progetto del prof. Giuseppe Damiani Almejda, ed il
"Vittorio Emanuele II o Massimo" (1866-1897) opera degli Architetti
G.B. Filippo ed Ernesto Basile.
Il commercio e le industrie prosperarono per merito
precipuo di eminenti uomini quali i Florio, i Poerio, i Varvaro.
Fu arricchita e sistemata la rete idrica della città, che
progredì in popolazione ed in bellezza.
Nel 1891 ebbe luogo in Palermo l'Esposizione Nazionale, che
fu inaugurata dal Re Umberto I e dalla Regina Margherita.
Incremento ebbero le lettere, le arti, le scienze; si combatté
l'analfabetismo e furono costruiti diversi edifici scolastici.
Nel decennio fra il 1900 ed il 1910 si provvide ad
illuminare elettricamente prima i più frequentati ritrovi, poi le strade e le
case.
Nei tempi più recenti molto altro ed importante si è fatto
per la città, rendendola degna della sua tradizione regale ed imperiale.
Dopo questa breve e sintetica esposizione della storia di
Palermo, stimo opportuno indicare succintamente (senza descriverli, il che ci
porterebbe lontani dall'intento) alcuni significativi monumenti civili e
religiosi che adornano questa favolosa città e che meritano di essere visitati,
perché stanno a dimostrare quali tesori d'arte essa ha creato nelle varie
epoche.
PERIODO ARABO-NORMANNO
Castello delle Favare o di Maredolce (997-1019); Ponte
dell'Ammiraglio (1113); San Giovanni degli Eremiti (1132); San Giovanni dei
Lebrosi (1071); Chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio o Martorana (1140); Chiesa
di S. Cataldo (1161); Castello della Zisa (1154); Chiesa della Magione (1161); Chiesa
di S. Spirito o dei Vespri (1178); La Cuba (1180); La Cattedrale (1184);
Palazzo Reale o dei Normanni (costruito nel IX secolo dagli Arabi ed ampliato
nell'XI secolo dai Normanni); La Cappella Palatina (1130).
PERIODO GOTICO E
RINASCIMENTALE
S. Francesco d'Assisi (1255-1277); Chiesa di S. Agostino
(sec. XIII); Chiostro di S. Giovanni degli Eremiti (sec. XIII); Palazzo
Sclafani (1330); Palazzo Chiara-monte o Steri (1377); Palazzo Aiutamicristo
(1490); Palazzo del Municipio (1470); Palazzo Abatellis (Galleria Nazionale)
(1495); Chiesa di S. Maria della Catena (sec. XV); Chiesa di S. Maria degli
Angeli, detta "La Gancia" (sec. XV); Chiesa di S. Giorgio dei
Genovesi (1576).
.
PERIODO BAROCCO
Fontana di Piazza Pretoria (1554); Chiesa di S. Caterina
(1566); Oratorio del Rosario (1578); Chiesa del Gesù o di Casa Professa (1584)
(barocco siciliano ; Piazza Vigliena o Quattro Canti (1608); Chiesa di S.
Giuseppe dei Tea-tini (1612); Chiesa di S. Domenico -Panteon (1640); Chiesa
della Pietà (1678); Chiesa del SS. Salvatore (1682); Oratorio di S. Zita (sec.
XVII); Oratorio di S. Lorenzo o dell'Immacolatella (sec. XVII).
PERIODO NEOCLASSICO
Fontana del Garaffo (sec. XVII); Palazzo Ugo (1700);
Palazzo Gangi (1714); Palazzo Ceraci (sec. XVIII); Fontana Genio di Palermo
(sec. XVIII); Palazzo Villafranca (sec. XVIII); Palazzina Cinese - residenza
di Ferdinando IV di Borbone e di Maria Carolina (sec. XVIII); Ginnasio all'Orto
Botanico; Villa Belmonte (1801); Villa Resuttana (1761); Villa Ceraci
Ventimiglia (1683);
Teatro Massimo Vittorio Emanuele (sec. XIX); Teatro
Politeama Garibaldi (sec. XIX).
MUSEI-GALLERIE-BIBLIOTECHE
Museo Nazionale Archeologico; Museo di Archeologia -
Fondazione Mormino; Museo del Risorgimento - Società Siciliana di Storia
Patria; Museo Diocesano; Museo Etnografico Pitré; Museo di arte Medievale e
Moderna; Museo geologico Galleria d'arte moderna; Galleria nazionale di
Sicilia; Biblioteca Nazionale; Biblioteca Comunale.
PARCHI-GIARDINI-VILLE
Parco della Favorita; Giardino Inglese; Giardino Garibaldi;
Orto Botanico; Villa Giulia; Villa Malfitano; Villa Bonanno; Villa Sperlinga;
Villa D'Aumal e d'Orleans; Villa Garibaldi.
Prima di chiudere questa sommaria illustrazione di Palermo,
mi limito ad indicare alcuni artisti palermitani, che hanno arricchito la
città delle loro opere e che hanno fatto conoscere la loro arte in Italia e
all'estero. Chiedo venia a letterati e poeti, storici e filosofi, musicisti e
scienziati, matematici e giuristi, uomini politici, studiosi di varia cultura
e palermitani che l'hanno resa universalmente illustre, riservandomi di
occuparmene in seguito.
ARCHITETTI
'600 Mariano Smeriglio; '700 G .B. Vaccarino, Giuseppe
Venanzio Marvuglia; '800 Nicola Puglia, G.B.F. Basile, Erne-sto Basile, G.
Damiani Almejda; '900 Salvatore Caronia Roberti, Giuseppe Capitò, Giuseppe
Vittorio Ugo, Giuseppe Spatrisano, Antonio Zanca.
SCULTORI
'500 Antonello Gagini; '600 Carlo d'Aprile, Giacomo
Serpotta; '700 Igna-zio Marabitti; '800 Valerio Villareale, Domenico
Trentacoste, Salvatore Valenti, Bendetto De Lisi, Vincenzo Ragusa, Ettore
Ximenes, Benedetto Civiletti, Antonio Ugo, Mario Rutelli; '900 Filippo
Sgarlata, Cosmo Sorgi, Nino Ceraci, Giovanni Rosone, Silvestre Cuffaro,
Giuseppe Di Caro, Mario Pecoraino.
PITTORI
'600 Pietro Novelli; '700 Vito D'Anna, Giuseppe Velasco,
Vincenzo Riolo; "800 Giuseppe Patania, Salvatore Lo Forte, Francesco Lo
Jacono, Giuseppe Sciuti, Giuseppe Di Giovanni; '900 Francesco Camarda, Pippo
Rizzo, Giovanni Faja, Gino Morici, Renato Guttuso.
MUSAISTI
Bonanno Zuccaro, Raffaele Campisi, Luigi Pretipino.
E.OLIVIERI

